GRATA DI PAROLE

Occhio tondo tra le sbarre.

Palpebra, sfarfallante animale,
voga verso l’alto,
fa passare uno sguardo.

Iride, natante, opaca e senza sogni:
sarà prossimo, il cielo, grigio-cuore.

Storta, nel beccuccio di ferro,
la scheggia fumigante.
Al senso che la luce prende
tu indovini l’anima.

(Fossi io come te. Tu come me.
Non sottostanno forse
al medesimo vento?
Siamo estranei.)

Pavimento. Sopra,
l’una accanto all’altra, le due
pozzanghere grigio-cuore:
due
bocconi di silenzio

posted by CurlyzTerron @ 22:37 - giovedì, 30 luglio 2009
commenti in celan p
qualche riga bianca

1402yd6

La parola. Bla bla bla.
Oggi parlano tutti e di tutto. Addirittura dei sentimenti. Ormai non ci si può neppure più innamorare senza leggere cosa dice prima l’esperto. A proposito di questo, io proporrei un minuto di silenzio… Qualche riga bianca nella tessitura del testo.

Gigi Proietti da Prove per un libro

posted by clara1976 @ 11:06 - lunedì, 23 marzo 2009
commenti in p , gigi proietti, -libri

L'istruzione ha prodotto un gran numero di persone capaci di leggere ma incapaci di distinguere quello che merita di essere letto.

G.M. Trevelyan

posted by clara1976 @ 11:52 - sabato, 10 gennaio 2009
commenti (1) in -libri, gm trevelyan
monochrome



bellissime illustrazioni qui

posted by clara1976 @ 09:48 - domenica, 04 gennaio 2009
commenti in -libri
Scritto sul Corpo

Perché è la perdita la misura dell'amore?
Non piove da tre mesi. Gli alberi scavano sonde sottoterra, inviano radici di riserva nel suolo arido, radici che aprono come fossero rasoi ogni vena gonfia d'acqua.
I grappoli si sono appassiti sulle viti. Ciò che dovrebbe essere turgido e sodo, resistente al tatto per aprirsi in bocca, è spugnoso e piagato. Quest'anno non avrò il piacere di rigirare gli acini bluastri fra indice e pollice e di impregnarmi di muschio il palmo della mano. Perfino le vespe, quest'anno. Non è sempre stato così.
Penso a un certo settembre: Colombaccio Farfalla Rossa Messe Gialla Notte Arancio. Dicesti: "Ti amo".
Com'è che la cosa meno originale che sappiamo dirci è tuttavia la sola cosa che desideriamo sentire? "Ti amo" è sempre una citazione. Non sei stata tu dirlo per la prima volta e nemmeno io, eppure, quando lo dici tu e quando lo dico io, siamo come dei selvaggi che hanno scoperto due parole e le venerano. Io le ho venerate ma adesso mi ritrovo nella solitudine di una roccia scavata dal mio stesso corpo.
...

Jeanette Winterson
"Scritto sul corpo"
Mondadori © 1993

posted by IlDitoArCulo @ 04:55 - sabato, 03 gennaio 2009
commenti in -amore, winterson

untitled“Come mai la nostra epoca dà simili opere d’arte


Una scatola trasparente piena di dentiere usate.

Un manichino da vetrina verniciato di bianco.

Una macchina che disegna scarabocchi.

Un quadro fatto rovesciando il colore a caso.

Un tubetto di dentifricio grande dodici metri.

Un particolare di un fumetto ingrandito…


Non sarà per caso lo specchio della nostra società?

dove gli incompetenti stanno al posto di comando, dove l’imbroglio è normale, dove i rapporti umani sono falsi e dove la corruzione è regola.”








Bruno Munari (1970)

posted by diablow @ 10:58 - venerdì, 19 dicembre 2008
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come i bambini

Come i bambini dan la "buonanotte"
all'ospite, e imbronciati se ne vanno -
i miei fiori dischiudono le labbra
vezzosi - e quindi indossan la camicia.

Come i bambini fan capriole, svegli,
contenti che sia giorno -
i miei fiori da cento e più lettini
occhieggeranno e si ergeranno ancora.


Emily Dickinson

posted by clara1976 @ 11:54 - martedì, 11 novembre 2008
commenti in dickinson
luz

1132b90618f.250.250Tuttavia senti: ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all'estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte nè brucia nel fuoco. Da lì, da quell'ossicino, l'uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti. Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l'ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nesuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L'ho dichiarato disperso finchè l'ho visto nel cortile della scuola. Subito quell'idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro me, bensì in un'altra persona.

David Grossman, Che tu sia per me il coltello

posted by clara1976 @ 16:25 - martedì, 21 ottobre 2008
commenti in grossman, g , -amore, -uomini, -libri, -amore amaro
...figurarsi quando sono lontane davvero


©[Athiè]

E ti direi che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare.

Tu non sapevi come cominciare.
A volte ci si sente a disagio, specie se sappiamo già come andrà a finire...
E noi sapevamo entrambi come sarebbe andata a finire.

Non importa, fa lo stesso: in fondo anche tu amavi le fessure fra le cose, ma poi hai scelto il pieno, e forse hai fatto bene, perchè è una forma di salvezza, o comunque di accetazione di ciò che tutti siamo.

Io ci sono senza che tu abbia bisogno di essere con me.

Le persone sono lontane quando ci stanno accanto, figurarsi quando sono lontane davvero.


[Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi]

posted by clara1976 @ 23:27 - mercoledì, 24 settembre 2008
commenti in antonio tabucchi, a , -musica, -fotografia, -libri
POESIA METASEMANTICA

E GNACCHE ALLA FORMICA AMMUCCHIARONA

Io t'amo o pia cicala e un trillargento
ci spàffera nel cuor la tua canzona.
Canta cicala frìnfera nel vento:
E gnacche alla formica ammucchiarona!

Che vuole la formica con quell'umbe
da mòghera burbiosa?E'vero,arzìa
per tutto il giorno,e tràmiga e cucumbe
col capo chino in mogna micrargìa.

Verra' l'inverno si,verra'il mordese
verranno tante gosce aggramerine,
ma intanto il sole schìcchera gigliese
e sgnèllida tra cròndale velvine.

Canta cicala,càntera il manfrore,
il mezzogiorno zàmpiga e leona.
Canta cicala in zìlleri d'amore:
E gnacche alla formica ammucchiarona!

Fosco Maraini

IL LONFO

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.

E' frusco il Lonfo! E' pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

Fosco Maraini

posted by CurlyzTerron @ 18:24 - venerdì, 19 settembre 2008
commenti (1) in metasemantica, -allegria, maraini fosco


La morte non è che attraversare il mondo, come gli amici attraversano i mari; continuano a virere l'uno nell'altro.
Poichè devono essere presenti, amare e vivere ciò che è onnipresente. In questo divino specchio si vedono faccia a faccia;  ed il loro riflesso è libero e puro.
 Questo è il conforto degli amici: che, pur se si possono dir morti , la loro amicizia e compagnia sono, nel miglior senso, sempre presenti, poichè immortali.

(Altri frutti della solitudine) William Penn

posted by fatafosca @ 19:11 - lunedì, 30 giugno 2008
commenti in penn, -morte
Contro me

E sono contro me stesso
Ma quale sopravvivenza?
Quale premura e urgenza c'è nell'aumentare la paura
e non avere cura di sè
Spostando ogni giorno più in là il limite psicofisico di resistenza
Con la sola scusa dell'autocoscienza
Io sono l'unico su cui puoi contare
perchè son contro me stesso
Ma quale intelligenza?
Quale premura e urgenza c'è a non avere stima di sè?
Faccio di tutto per impedire il mio successo stesso
perchè son contro me stesso.
Perchè ogni vincitore per natura deve dominare
e per forza comandare
e non può nessuno subire
e io mai ti potrei ferire,
a meno che tu non mi voglia amare
Io non mi curo non intendo ringiovanire
Non ho nulla da preservare o centellinare
Non ho giorni da dimenticare
Fotografie nascoste o ambizioni di perfezione
Io non simulo il mio progresso
perchè son contro me stesso


"Contro me stesso" Morgan, dall'album "da A ad A"

posted by diablow @ 21:13 - mercoledì, 25 giugno 2008
commenti in morgan, m , -musica, -vita
Gli esami non finiscono mai.....

posted by CurlyzTerron @ 11:56 - mercoledì, 04 giugno 2008
commenti in -cinema
L'incontro

L'incontro



Moriamo ogni giorno gli uni per gli altri. Quello che sappiamo delle altre persone è solo il nostro ricordo dei momenti in cui le conoscevamo. E da allora sono cambiate. Fingere che loro e noi siamo sempre gli stessi è un'utile e comoda convenzione sociale che, a volte, bisogna infrangere. Dovremmo ricordare che a ogni incontro ci troviamo davanti un estraneo.





The cocktail party di T. S. Eliot
foto by me

posted by diablow @ 14:03 - martedì, 13 maggio 2008
commenti in ricordo, eliot, e , -amore, -vita, -tempo
......Stringevo un gioiello fra le dita...

Part Three: Love

XXXIII


I held a Jewel in my fingers
I held a Jewel in my fingers --
And went to sleep --
The day was warm, and winds were prosy --
I said "'Twill keep" --

I woke -- and chid my honest fingers,
The Gem was gone --
And now, an Amethyst remembrance
Is all I own --
Stringevo un Gioiello fra le dita -
E mi addormentai -
Il giorno era caldo, e i venti erano monotoni -
Dissi: "Rimarrà" -

Mi svegliai - e sgridai le incolpevoli dita,
La Gemma se n'era andata -
E ora, la memoria di un'Ametista
È tutto ciò che ho -

                                                    Emily Dickinson

posted by CurlyzTerron @ 16:59 - martedì, 29 aprile 2008
commenti in dickinson, d