
La morte non è che attraversare il mondo, come gli amici attraversano i mari; continuano a virere l'uno nell'altro.
Poichè devono essere presenti, amare e vivere ciò che è onnipresente. In questo divino specchio si vedono faccia a faccia; ed il loro riflesso è libero e puro.
Questo è il conforto degli amici: che, pur se si possono dir morti , la loro amicizia e compagnia sono, nel miglior senso, sempre presenti, poichè immortali.
(Altri frutti della solitudine) William Penn
E sono contro me stesso
Ma quale sopravvivenza?
Quale premura e urgenza c'è nell'aumentare la paura
e non avere cura di sè
Spostando ogni giorno più in là il limite psicofisico di resistenza
Con la sola scusa dell'autocoscienza
Io sono l'unico su cui puoi contare
perchè son contro me stesso
Ma quale intelligenza?
Quale premura e urgenza c'è a non avere stima di sè?
Faccio di tutto per impedire il mio successo stesso
perchè son contro me stesso.
Perchè ogni vincitore per natura deve dominare
e per forza comandare
e non può nessuno subire
e io mai ti potrei ferire,
a meno che tu non mi voglia amare
Io non mi curo non intendo ringiovanire
Non ho nulla da preservare o centellinare
Non ho giorni da dimenticare
Fotografie nascoste o ambizioni di perfezione
Io non simulo il mio progresso
perchè son contro me stesso
"Contro me stesso" Morgan, dall'album "da A ad A"
Moriamo ogni giorno gli uni per gli altri. Quello che sappiamo delle altre persone è solo il nostro ricordo dei momenti in cui le conoscevamo. E da allora sono cambiate. Fingere che loro e noi siamo sempre gli stessi è un'utile e comoda convenzione sociale che, a volte, bisogna infrangere. Dovremmo ricordare che a ogni incontro ci troviamo davanti un estraneo.
The cocktail party di T. S. Eliot
foto by me
XXXIII
I held a Jewel in my fingers
And went to sleep --
The day was warm, and winds were prosy --
I said "'Twill keep" --
I woke -- and chid my honest fingers,
The Gem was gone --
And now, an Amethyst remembrance
Is all I own --
E mi addormentai -
Il giorno era caldo, e i venti erano monotoni -
Dissi: "Rimarrà" -
Mi svegliai - e sgridai le incolpevoli dita,
La Gemma se n'era andata -
E ora, la memoria di un'Ametista
È tutto ciò che ho -
Emily Dickinson

©annanswer
Si guardarono in silenzio per un bel po', poi la bestiola si tolse la pipa di bocca e la interrogò con voce languida e assonnata.
«Chi sei?».
Non era certamente un modo incoraggiante di iniziare una conversazione e Alice rispose timidamente: «Io...io non sono sicura di saperlo, in questo momento, signore; cioè...stamattina sapevo chi ero, ma da allora sono cambiata parecchie volte».
«Che cosa intendi dire? - domandò il bruco severamente - Spiegati!».
«Non so come spiegarmi, signore, e me ne dispiace - disse Alice - Il fatto è che non sono più io; capite?».
«No, non capisco» rispose il Bruco.
«Mi dispiace di non riuscire a spiegarmi meglio - replicò Alice gentilmente - ma io per prima non ci capisco niente! Cambiare in continuazione statura confonde moltissimo le idee» ...
«Tu? - l'assalì il Bruco con disprezzo - E chi sei tu?».
E con questa domanda si ritrovarono da capo.
L.Carrol, Alice nel paese delle meraviglie
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Prima di tutto, Rat, non devi mai far capire a una ragazza quanto ti piace."Oh, ciao, Debbie."
Numero due, sei tu che dirigi il gioco. "Baciami, non te ne pentirai".
Numero tre, fingi sempre di essere a tuo agio in qualsiasi posto. "Non è fantastico qui?".
Numero quattro, al ristorante scopri cosa vuole prendere lei e ordina tu per tutti e due. "La signorina prende le linguine ai frutti di mare e una coca senza ghiaccio."
E siamo al numero cinque, Rat, il più importante. Quando si tratta di fare sesso, ogni volta che puoi, metti sul lato A di Led Zeppelin IV.
Robert Romanus in Fuori di Testa (1982)
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato...
Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d' un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d' arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta...
Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso...
Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

Chischeddu era uno di quei rottami che, non si sa per quale ragione, approdano nelle chiese, e vengono ammessi da Dio o dal parroco a partecipare alla vita dello spitito come scaccini, sacristi o questuanti, o se hanno un po' di orecchio (era il caso di Chischeddu) come campanari.
Respinti dal finito, essi sono attratti dall'infinito, una chiesa vuota, un prete in veste muliebre, due braccia aperte in larghi gesti benedicenti; e lo servono dall'esterno, nelle piccole cose e nei piccoli uomini di cui anche l'infinito ha bisogno.
Fermi sulla soglia essi vivono il mistero più dei loro padroni(...)
Salvatore Satta, Il giorno del giudizio, pag. 119
[la foto è mia]
La situazione politica non è buona
la situazione economica non è buona
la situazione del mio lavandino non è buona
la situazione del mio amore non è buona
Da me a te
qualcosa che ci unisce…c’è!
Come l’aria che respiriamo,
come il figlio che aspettiamo,
come la donna che ammiriamo,
e il sorriso che dedichiamo,
e ogni torto che facciamo,
e l’amore che ora abbiamo…
La situazione internazionale non è buona
la situazione di mia sorella non è buona
la situazione dei piccoli cani non è buona
la situazione, la mia situazione non è buona…
Da me a te
qualcosa che ci unisce…c’è!
La situazione di mia sorella….non è buona!!!
La situazione politica non è buona
la situazione spaziale non è buona
la situazione della nostra terra non è buona
la situazione dei miei capelli non è buona
La situazione internazionale non è buona
la situazione dell’acqua non è buona
la situazione quando mi baci non è buona
ma la più grande sciagura sono gli architetti
Adriano Celentano, Dormi Amore La Situazione Non E' Buona
commenti (1) in celentano, c , -amore, -musica, -amore amaro
Rose rosse,
rose che non ho visto
rose belle quelle che arriveranno
rose rosse immaginate
in viaggio nell’aria o sulle onde del mare
rose tanto desiderate
forse amate per un secondo
per essere guardate subito gettate
perché mani sporche non le possano toccare
per essere amate subito gettate
perché mani sporche non le possano toccare
rose rubino
rose rese dal mare
una per una si lasciano odorare
per morire,morire nel mare
per farsi portare e lasciarsi inghiottire
rose tanto desiderate
forse amate per un secondo
per essere guardate subito gettate
perché mani sporche non le possano toccare
per essere amate subito gettate
perché mani sporche non le possano toccare
rose vere
rose rosse di sole
una per una si fanno accarezzare
per nuotare leggere sul cuore
come velluto senza fare rumore
rose tanto desiderate
forse amate per un secondo
per essere guardate subito gettate
perché mani sporche non le possano toccare
per essere amate subito gettate
perché mani sporche non le possano toccare
da questo disco:
Vedi? L'ho lasciata esattamente com'era. Senza cancellature.
Perché, dal momento in cui mi hai risposto, ho deciso che tutto
quello che mi succede a causa tua ti apparterrà.
E'-scritto-in-me-ed-è-scritto-in-te. Ogni pensiero, desiderio,
passione, timore; ogni creatura, feto o aborto che concepirò a causa
tua. E' questo il fulcro del mio contratto con te, e solo con te, in
virtù del quale rinuncio a ogni tentativo di corteggiamento, rinuncio
a censurarmi e, più in generale, al diritto di difendermi...
(Che sollievo scrivere queste parole.)
Ma ecco, ho riletto quello che ho appena scritto.
Come mi piacerebbe scriverti diversamente. Come mi piacerebbe
essere uno che scrive in un altro modo. Le mie parole sono così
pesanti. In fondo avrebbe potuto anche essere semplicissimo, no? Come
quando si chiede: "Dimmi, piccino, dove ti fa male?". Allora
chiuderei gli occhi e scriverei in fretta: volesse il cielo che due
estranei vincessero l'estraneità. Il principio stesso
dell'estraneità, carico di prescrizioni e conseguenze - il vertice
del Cremlino, soddisfatto e sazio, che ci si è assestato nelle
profondità dell'anima. Come vorrei pensare a noi come a due persone
che si sono fatte un'iniezione di verità per dirla, finalmente, la
verità. Sarei felice di poter dire a me stesso: "Con lei ho stillato
verità". Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il
coltello, e anch'io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma
misericordioso - parola tua. Non ricordavo nemmeno che fosse lecita.
Un suono così delicato e ovattato. Una parola senza pelle (se la si
ripete più volte a voce alta ci si può sentire come terra riarsa, e
non è facile il momento in cui l'acqua s'infiltra fra le crepe). Sei
stanca, mi obbligo a dirti buonanotte.
Yair
"Che tu sia per me il coltello"
Lascia che sia la sera a spargersi nei viali
Mentre mi volto indietro e svuoto la valigia
Rimangono i capelli, le punte fragili
E gli occhi rossi rossi contro vento
Angelo mio saltiamo
in fondo al buio andiamo
cadendo giù per sempre liberi
Angelo mio saltiamo
Spaccami il cuore piano
Portami ovunque senza andare via
Basterà
Abbracciami
niente ci può sciogliere
Ancora i tuoi sospiri le notti a ridere
Lascia che sia la sera a farci illudere
Prima che passi questa notte invano
Angelo mio saltiamo
In fondo al buio andiamo
Cadendo giù per sempre liberi
Amore mio ti amo
Spaccami il cuore piano
Solo uno sguardo prima di andar via
Basterà
Abbracciami
Ci troverà la sera
Ci troverà la sera
Ci troverà insieme
- Gianna Nannini -
..Mi chiedi in quale modo io sia divenuto folle. Accadde così: un giorno, assai prima che molti déi fossero generati, mi svegliai da un sonno profondo e mi accorsi che erano state rubate tutte le mie maschere -le sette maschere che in sette vite avevo forgiato e indossato-, e senza maschera corsi per le vie affollate gridando: "ladri, ladri, maledetti ladri". Ridevano di me uomini e donne e alcuni si precipitarono alle loro case, per paura di me. E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane dal tetto di una casa gridò: "è un folle". Volsi gli occhi in alto per guardarlo; per la prima volta il sole mi baciò il volto, il mio volto nudo. Il sole baciava per la prima volta il mio volto scoperto e la mia anima avvampava d'amore per il sole, e non rimpiangevo più le mie maschere. E come in trance gridai: "benedetti, benedetti i ladri che hanno rubato le maschere". Fu così che divenni folle."
K. Gibran

© jolies photos
La parola abbaglia e inganna perché è mimata dal viso,
perché la si vede uscire dalle labbra,
e le labbra piacciono e gli occhi seducono.
Ma le parole nere sulla carta bianca sono l' anima messa a nudo.
Guy de Maupassant, Il nostro cuore
commenti (1) in guy de maupassant, g , -fotografia, -parola




